L’impatto del COVID-19 sull’ ecommerce

ecommerce post-covid

Il report di Casaleggio Associati non poteva trascurare il fenomeno Coronavirus e come questo abbia avuto impatto online. Chiaramente i tempi sono ancora troppo brevi per avere dei dati “certi” e più strutturati, ma sono riusciti comunque a tracciare una rotta.

Chi vince e chi perde

Questi i dati più significativi: +60% del traffico internet nel solo mese di marzo; in particolare +250% per i siti della grande distribuzione e food delivery. Ovviamente a farne le spese i siti di viaggi, turismo, hotel, commercio.

Molto sono cambiate le abitudini, come confermano i flussi di traffico internet: Netflix, Google Classroom, Skype, Aerobica e Shopping le principali destinazioni.

Con la chiusura dei negozi fisici è stato possibile continuare soltanto tramite commercio elettronico. Questo ha fatto scoprire agli utenti nuove possibilità di acquisto e all’azienda ha aperto nuovi modi di arrivare ai clienti.

Per guardare il bicchiere mezzo pieno si sono aperte delle opportunità… un po’ per tutti.

Sono state intervistate diverse aziende operanti online, rappresentative di diversi settori.

A soffrire maggiormente con perdite di oltre il 50% sono stati i settori di Abbigliamento, Arredamento e Turismo.

Dall’altra parte chi ha incrementato il proprio fatturato; in alcuni casi addirittura ad un ritmo tale da non riuscire a star dietro all’enorme richiesta. Come nel caso del settore alimentare che è cresciuto del 300% in termini di fatturato.

Per la prima volta molte aziende si sono affacciate, giocoforza, alla vendita online; hanno dovuto imparare a gestire problematiche del tutto nuove. Secondo la ricerca il difficile è stato misurarsi con la logistica. Riuscire a tenere il passo è stato molto difficile.

In sintesi cosa ne pensano

Nel complesso l’impatto del coronavirus sul commercio elettronico in Italia è stato secondo gli operatori intervistati:

  • 54% negativo
  • 21% positivo
  • 25% non è ancora in grado di dirlo.

IL BICCHIERE MEZZO PIENO

Adesso che abbiamo sviscerato i dati principali, le considerazioni di carattere qualitativo sono fondamentali perchè come sempre i numeri non spiegano tutto.

Nulla sarà più come prima

Nessuno potrà tornare a fare business nello stesso modo di prima, troppe cose sono cambiate, in primis le abitudini dei consumatori.

Anche quelli che prima “non erano capaci” di fronte alla necessità hanno imparato a comprare online o a provare un servizio di asporto o semplicemente fare una video chiamata (penso a mia mamma che non aveva altra alternativa per vedere i nipoti).

Ma penso anche alle imprese che per la prima volta hanno dovuto fare i conti con l’asporto e la consegna a domicilio… tutto un altro mestiere. Riuscire a consegnare il proprio prodotto a casa in tempo e garantendo un certo livello di qualità non è affatto facile ed anche chi faceva un buon prodotto (consumato in loco) non è detto che riesca a consegnarlo a casa mantenendo lo stesso livello di qualità.

Nuove opportunità di business si sono aperte ed altri settori sono andati in sofferenza… ma questa è la legge del mercato, il cosiddetto rischio d’impresa, insito nel concetto stesso di azienda.

Voglio chiudere prendendo a prestito un pensiero di Einstein, una delle menti che ammiro di più, perchè secondo me è la sintesi del “bicchiere mezzo pieno”:

I momenti di crisi rappresentano anche momenti di grandi opportunità, sta a noi accettare la sfida e riuscire a coglierle.

ecommerce